Clarisse Grosseto
Fondazione Grosseto Cultura
Lista

Stile Cappiello

Mostra temporanea

18/05/2024 08/09/2024

La rivoluzione dei manifesti d'arte

Biglietti

Intero

5€ • Singolo

Orari di apertura

Giovedi: 10 - 1317 - 20

Venerdi: 10 - 1317 - 20

Sabato: 10 - 1316 - 19

Domenica: 10 - 1316 - 19

Descrizione

Dal 18 maggio al 8 settembre, in Clarisse a Grosseto, è allestita una mostra dedicata ai manifesti d'arte. Indagare l'arte del manifesto, oggi, vuol dire indagare la storia del costume e dei rapporti sociali e, allo stesso tempo, indagare il concetto stesso di arte. In altre parole, non è più la critica d'arte a giudicare il linguaggio pubblicitario ma l'analisi storica del linguaggio pubblicitario a fare critica sulla definizione di cosa è giudicato “arte”. Perché l'affiche è stato – forse anche più dei dipinti o delle sculture con cui tradizionalmente identifichiamo gli oggetti d'arte – uno dei più efficaci strumenti di divulgazione estetica e di educazione artistica delle persone, tanto che un celebre cartellonista, Achille Luciano Mauzan, definiva l'arte pubblicitaria dei manifesti “arte per il popolo”.

 

In particolare, l'arte pubblicitaria di Leonetto Cappiello (Livorno 1875 – Cannes 1942), uno dei padri del moderno cartellonismo italiano, ha rappresentato una vera e propria rivoluzione, non solo per la bellezza che esprimeva, ma perché sovvertiva il modo di vedere e quindi la sensibilità – e la percezione della realtà – del pubblico che la osservava. Le vere rivoluzioni sono sempre, prima di tutto, rivoluzioni estetiche. Creano progresso e creano linguaggi nuovi, a prescindere dai contenuti che trasmettono.

 

E questa rivoluzione toccò anche Grosseto. Il nuovo codice figurativo proposto da Cappiello – lo “Stile Cappiello” – a Grosseto visse tre momenti topici: negli anni Venti, quando si diffusero in città i manifesti d'arte di Marcello Dudovich, Achille Luciano Mauzan, Aldo Mazza ed Emilio Malerba; negli anni Cinquanta, quando lo stile “francese e italiano” dei manifesti pubblicitari era rappresentato da Federico Seneca, Giovanni Mingozzi, Romolo Castiglioni, Nico Edel e Alfredo Lalia, e infine – dopo la crisi dei manifesti d'arte negli anni Sessanta – negli anni Settanta, quando il volterrano Aulo Guidi fondò la prima agenzia grafica e pubblicitaria di Grosseto e dette nuovo impulso a questo tipo di produzione artistica.

 

Il nucleo centrale della mostra in Clarisse è quindi dedicato allo stile di Leonetto Cappiello, privilegiando le opere prodotte in un decennio – quello degli anni Venti del Novecento – che esattamente un secolo fa vide arrivare i primi manifesti illustrati a Grosseto. Le opere originali di Leonetto Cappiello (manifesti, ma anche bozzetti e altri oggetti) sono esposte in Clarisse insieme ai manifesti di Dudovich, Ballerio, Hohenstain, ma anche di Depero, Sironi, Nizzoli e Marangoli in un percorso che va dalla réclame Liberty alla perdurante influenza di Cappiello su autori del secondo dopoguerra, da Armando testa agli anni Settanta. Una sezione, per esempio, sarà dedicata alla pubblicità Campari, mettendo in relazione i due manifesti Campari firmati da Cappiello con quelli di Depero, Nizzoli, Mauzan e Marangoli. Tutte queste opere sono di proprietà di un unico collezionista di origine grossetana, Federico Guidoni.

 

Accanto alla sezione dei manifesti originali, nei numerosi monitor in dotazione di Clarisse sono esposte fotografie – provenienti dagli archivi fotografici Gori, Bieffe e Innocenti – che documentano scorci urbani con manifesti pubblicitari a Grosseto dagli anni Venti agli anni Settanta. A completare il percorso della mostra, una sezione espositiva è dedicata ad Aulo Guidi (Volterra 1939 – Grosseto 2012). Aulo Guidi, originario di Volterra, negli anni Settanta portò nel capoluogo maremmano nuove tecniche e nuove visioni di creatività: un laboratorio di grafica moderna (Ideogram, fondato nel 1970), un nuovo modo di intendere e produrre le stampe d'arte e una singolare apertura verso le nuove tematiche dell'immagine pubblicitaria.

 

L'esposizione sui manifesti d'arte, infine, non coinvolge solo il Polo culturale Le Clarisse, ma è “diffusa” nel centro storico della città, con l'allestimento di due sezioni “fuori mostra”: la galleria dell'antiquario Ticci, che per l'occasione espone dipinti originali di Aleardo Villa (Revello 1865 – Milano 1906) e manifesti d'arte della sua epoca, e il Caffè Latino, che è decorato alle pareti, in modo permanente, da grandi manifesti pubblicitari firmati da Leonetto Cappiello, Camille Bouchet, Mario Bazzi e Robert Wolff.

 

Tutte queste opere mostreranno al pubblico grossetano, per la prima volta, la rivoluzione determinata non solo dallo “Stile Cappiello”, ma dalla diffusione dei manifesti d'arte in generale. Perchè il manifesto – veicolo del nuovo sapere legato allo sviluppo tecnologico, culturale ed economico della società – divenne strumento democratico di emancipazione e modernizzazione: “La pubblicità è democratica – scriveva Lucien Descaves nel 1900 –, prima della reclame la folla ignorava la maggior parte degli strumenti di comfort, che solo il pubblico aristocratico metteva a profitto, poiché esso solo li conosceva: la pubblicità ha messo fine a questa disuguaglianza”.

 

Per concludere, è necessario evidenziare come questa mostra rientri perfettamente nel Ciclo progettuale finanziato da fondazione CR Firenze dedicato all'estetica della strada, cioè allo studio delle realtà urbane come palcoscenici per l'affermazione dell'arte pubblica e, in particolare, dell'arte dei manifesti pubblicitari. Un'arte effimera, che riflette in tempo reale i cambiamenti della società, del costume e della moda, come fosse un vero e proprio “specchio” della contemporaneità e del progresso. Dopo aver fatto irruzione nell'orizzonte visivo della città, diventando parte integrante dell'arredo urbano, questi “specchi del progresso” erano destinati alla sostituzione e alla distruzione. Molti di loro, però, una volta strappati al circuito del consumo visivo e musealizzati, hanno smesso di invitare all'acquisto di un prodotto commmerciale per diventare straordinari documenti del tempo in cui sono stati prodotti e dello spirito dell'epoca che li ha recepiti e assimilati.

Documenti preziosi, ancora più utili se ammirati e studiati in contesti insoliti e particolari, come quelli legati alla storia di un piccolo borgo rurale che vuole diventare città.

 

 

POLO CULTURALE LE CLARISSE

 

ORARI

Dal 29 maggio al 8 settembre

MERCOLEDì: 10.30 - 11.30

DA GIOVEDì A SABATO: 10.30 – 11.30 / 17.00 – 20.00

DOMENICA: 17.00 – 20.00

LUNEDì E MARTEDì CHIUSO

 

BIGLIETTI: Intero € 5; Ridotto € 3

 

Le visite guidate sono previste il sabato (anche in inglese) alle ore 11 e alle ore 17, e la domenica alle ore 17 con prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni a prenotazioni.clarisse@gmail.com 0564.488066/067